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giovedì 13 ottobre 2011

Il diadema di Musy della regina Margherita - seconda parte -


La  regina Margherita ebbe modo di indossare solo poche volte il diadema. Maria Josè, invece, sin dai tempi in cui era principessa di Piemonte ne fece il suo copricapo preferito: ella lo indossò per la prima volta in occasione del matrimonio con Umberto il 9 marzo 1930. Per questa importante occasione, il gioiello fu montato nella sua versione piena per fermare il preziosissimo velo nuziale in pizzo di Bruges.


     
Successivamente la principessa ebbe modo di sfoggiarlo nelle diverse versioni come testimoniano le foto degli eventi pubblici e dei ritratti ufficiali.

                                
1ª Variante: Lasciando inalterata la struttura originaria, vengono montate alternate alle rosette di diamanti e perle delle conchiglie, sempre in diamanti.


2ª Variante:  Al posto delle rosette della precedente versione vi sono dei grossi diamanti solitari.



3ª Variante: Il diadema viene alleggerito degli archi della parte posteriore.



4ª Variante: Viene mantenuto solamente il l’arco centrale (il più alto).


5ª Variante: I diamanti solitari alternati alle conchiglie non sono sormontati dagli archi.



6ª Variante: I diamanti vengono sostituiti dalle rosette. 



7ª Variante: Rispetto alla precedente versione vi sono montate solo le rosette di perle e diamanti.





8ª Variante: Il diadema viene indossato dalla principessa Maria Josè a foggia di bandeau, come era in voga negli anni '20-'30,  senza la base e senza gli archi intermedi.


 In dono, oltre al diadema, lo sposo Umberto incaricò il gioielliere Chiappe di Genova di realizzare un gruppo di gioielli da presentare alla futura sposa fornendo lui stesso parte delle gemme e suggerendo all’orefice, con alcuni schizzi, i motivi della realizzazione finale. Tra questi figuravano anche degli orecchini pendenti molto in voga negli anni trenta, formati da un grosso diamante a goccia entro una cornice a motivi  floreali  che riprendevano il motivo della tiara creata per la regina Margherita. I grossi diamanti erano stati ereditati da Umberto dalla nonna e sicuramente erano gli stessi che componevano gli orecchini appartenuti alla regina Elisabetta di Prussia, che la regina Margherita  aveva a sua volta  ricevuto in eredità nel 1912 dalla duchessa madre di Genova. I damanti potevano essere alternati a delle perle a goccia.





sabato 8 ottobre 2011

Il diadema di Musy della regina Margherita - prima parte -



Margherita di Savoia, chiamata affettuosamente dal popolo “regina delle perle”, fu delle tre sovrane la vera amante delle pietre preziose. A lei infatti si deve l’arricchimento delle gioie della corona con nuovi ed importanti pezzi.



Nacque il 20 novembre 1851 a Torino, figlia del secondogenito del re Carlo Alberto, Ferdinando di Savoia duca di Genova e di Maria Elisabetta di Sassonia.
Sin dai primi anni di matrimonio con il suo cugino primo Umberto, Margherita ammaliò la corte per la sua bellezza, grazia e cultura. A lei era stato affidato il difficile compito di rafforzare l’immagine della monarchia in Italia e di recuperare prestigio agli occhi delle più grandi monarchie europee. Consapevole di ciò, Margherita creerà con la sua personalità e il suo gusto quell’ideale di stile che la renderà leggendaria negli anni a seguire.



L’eleganza di Margherita divenne modello per le donne Italiane: uno stile sovraccarico, vistoso ma che si adattava splendidamente alla figura della sovrana. Un gusto non amato dai francesi che trovavano addirittura eccessive le toilette di Margherita. Ernest Tissot ad esempio scrive: “ Nei balli di corte, con quindici giri di perle al collo, grossi orecchini a forma di pera, il corsetto disseminato di spille e di nodi di diamanti, la regina passa adornata come statua votiva … il suo colore preferito è il blu zaffiro, più adatto all’arredamento di una sala che ai vestiti di una signora”.
I gioielli ebbero una parte primaria nel creare il mito della regina e sappiamo con certezza che la sua passione per le gemme era condivisa dal marito Umberto I che le regalerà svariati pezzi tra i quali spicca una grande collana di dieci fili di perle, complessivamente 684, che le fu donata nell’arco di quattro anni.
Dalla metà del settecento in poi i Savoia si sono sempre affidati alle mani esperte degli orefici Musy di Torino: si deve a loro infatti la maggior parte delle creazioni possedute dalla Casa Reale. Tra queste vi è una di particolare pregio per ricchezza, versatilità e imponenza: il diadema di diamanti e perle.



La tiara fu commissionata nel 1904 in occasione della nascita del principino ereditario: la commozione di Margherita fu tale nell’apprendere che il neonato avrebbe preso il nome e il titolo del nonno che fece recapitare a Musy alcuni gioielli della sua collezione in modo che egli ne ricavasse un nuovo diadema. La realizzazione finale è un vero e proprio capolavoro di oreficeria: la montatura disegnata a grandi volute incorporava entro un bordo di grossi diamanti taglio a brillante  delle perle montate en tremblant, che potevano essere sostituite da grossi diamanti e da motivi a conchiglia sempre in diamanti. Il diadema poteva essere portato in otto modi diversi. La regina madre lo indossò nel dicembre di quell’anno per il battesimo del principe Umberto al Quirinale. In seguito lo lascerà in eredità al nipote che ne farà dono alla principessa Maria Josè del Belgio il giorno delle loro nozze.

domenica 28 novembre 2010

Sarà offerta a Kate la tiara dei "nodi d'amore" da indossare il giorno delle nozze




Secondo il mirror.co.uk  alla bellissima Kate sarà offerta la famosa tiara "dei nodi d'amore", in passato resa celebre dalla Principessa Diana che la indossò in moltissime occasioni ufficiali.



La preziosissima tiara venne realizzata originariamente per Queen Mary nel 1913 ed  è composta da 19 archi di diamanti che racchiudono al centro una perla a goccia e sono sormontati da un fiocchetto sempre in diamanti e da “punte” di perle sempre a goccia.

 


 

venerdì 8 ottobre 2010

Per Mette Marit e Maxima i gioielli Pomellato

In occasione dei festeggiamenti per il compleanno della Regina Margrethe in Danimarca, Mette Marit ha optato per un outfit decisamente delicato, con toni neutri che esaltano la sua eterea bellezza. A completare il tutto un completo orecchini-anelli del famosissimo gioielliere italiano Pomellato.

Fa parte della collezione Nudo questo splendido completo in oro rosa e granati con sfaccettature irregolari,  taglio innovativo che rappresenta il segno distintivo della maison.







Anche la Principessa Ereditaria Maxima possiede ben tre anelli (in oro rosa, diamanti brown, citrino, peridoto e Ametista), stavolta della collezione Baby, che ha sfoggiato in diverse occasioni.




domenica 3 ottobre 2010

"Midnight tiara": capolavoro di design per la principessa Mary di Danimarca


La “tiara di mezzanotte”, che abbiamo visto più di una volta ornare il capo della bellissima principessa Mary, è un vero e proprio capolavoro di design danese.
E’ stata progettata da Charlotte Lynggaard nel 2009, in occasione della mostra a palazzo Amalienborg intitolata "La tiara, regina dei gioielli, gioiello di regine", in cui venivano esposti pezzi del passato, appartenenti alla famiglia reale danese, e tiare frutto di design contemporaneo.
Essa è frutto di circa trecento ore di lavoro, in cui Charlotte ed il suo team di abilissimi orafi hanno riprodotto foglie e rami in oro bianco, in oro rosa e in argento nero ossidato.
I 31 boccioli di fiori sono stati realizzati con circa 1300 diamanti, abilmente incastonati nell’oro bianco, e da pietre di luna di diverse tonalità e grandezze, creando così giochi di luci ed ombre come un cielo stellato illuminato dalla luna a mezzanotte.
Il prezzo dell’opera si aggira attorno ai 200mila euro (1 milione e mezzo di corone): la tiara non è stata acquistata dalla principessa ereditaria di Danimarca ma si è giunti ad un accordo secondo il quale il gioielliere Ole Lynggaard, fornitore ufficiale dal 2008 della casa reale, mantiene la proprietà dell’oggetto ma permette l’uso esclusivo proprio alla principessa.


mercoledì 1 settembre 2010

Charlene Wittstock e il mistero dell'anello...rimpicciolito

Quando lo scorso 23 giugno mi sono ritrovata davanti le foto ufficiali del fidanzamento di Alberto di Monaco, la mia attenzione l'aveva catturata tutta l'anello in bella mostra tra le dita di Charlene.
"Caspita quanto è grande!", pensai. "Il Principe deve aver proprio perso la testa".

Gli articoli di commento all'evento riportavano le stime circa il presunto valore del prezioso."Il diamante centrale è di tre carati per un valore di 100.000 dollari" riferivano le cronache.
Qualche giorno fa però ho scoperto l'arcano: le enormi dimensioni del gioiello sono in realtà da attribuire a qualche esperto in correzioni fotografiche (a dire il vero nemmeno poi tanto esperto)!
Giudicate voi stessi...

Ecco l'anello come si presenta nelle foto ufficiali



queste invece sono le sue dimensioni effettive!



Personalmente preferisco l'anello al naturale, molto grazioso. Che bisogno c'era di ingrandirlo??
E voi cosa ne pensate??
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